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11/05/07

INDICE - Chiaccherando in riva al fiume

In questa sezione, vi presentiamo le interviste con personalità politiche, economiche, artistiche e sportive, che hanno fatto del fiume Reno, del canale Navile e dell’acqua, il loro lavoro, la loro arte, il loro motivo di vita.


Valerio Toselli - Sindaco di Sala Bolognese (BO)

Matteo Prencipe - Sindaco di Calderara di Reno (BO)

Tavola Rotonda - "La via del Reno: percorsi critici"

Maria Cristina Sant'Andrea - Assessore alle Attività Commerciali, Turistiche e al Marketing Urbano del Comune di Bologna

Graziano Prantoni - Assessore Viabilità e Mobilità della Provincia di Bologna

Stella Saladino, regista e attrice di teatro
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Intervista a Valerio Toselli, Sindaco di Sala Bolognese

Sono nato a Sala Bolognese il 21 giugno 1954. Sono il quinto di sette fratelli di un famiglia di mezzadri. Sono sposato da 29 anni e ho un figlio di 28 anni. Ho conseguito il diploma di perito elettrotecnico, ma non ho mai svolto questa mansione professionale.Dal 1967 al 1972 nel periodo estivo e dal 1973 ad ora ho lavorato e lavoro in un consorzio di agricoltori che si sono associati per sviluppare e potenziare la meccanizzazione, la cooperazione e la diffusione di vari servizi agromeccanici in agricoltura.Dal 1975 al 2004 sono stato consigliere comunale a Sala Bolognese svolgendo per 5 anni il ruolo di assessore e per altri 5 quello di capogruppo del mio partito.Sono stato iscritto e ho militato nel PCI, nel PDS e ora sono iscritto ai Democratici di Sinistra.Sono stato eletto sindaco sostenuto dalla lista "Collaborazione e partecipazione per Sala Bolognese", coalizione di quattro partiti del centro-sinistra (DS, Margherita, Rifondazione Comunista, Socialisti Democratici Italiani).Dopo svariate esperienze di volontariato nel campo della difesa del suolo del nostro Comune, ho partecipato alla fondazione dell'associazione dei volontari di protezione civile di Sala Bolognese che, grazie al lavoro e alla professionalità di tanti ragazzi, ha dato nel corso degli anni un grosso contributo per la sicurezza , la vigilanza e la gestione di emergenze varie nei nostri territori ed in ambito regionale.

Come e perché nasce l’Ecomuseo dell’Acqua a Sala Bolognese?
L’Ecomuseo dell’Acqua è nato dalla volontà del Comune di Sala Bolognese e del Consorzio di Bonifica Reno Palata, con la condivisione della Regione Emilia Romagna e della Provincia di Bologna. Un prezioso contributo è stato dato anche dalla Fondazione Cassa di Risparmio, Hera Bologna, ATO 5, Concave, Emil Banca.
Il nuovo centro museale ha come intento quello di illustrare il rapporto fra gli uomini e le acque in un territorio che deve fare i conti da secoli con le intemperanze dei suoi fiumi, a cominciare dal Reno. Si tratta di un progetto di comunicazione articolato, che intende far emergere prima di tutto, che il governo dell’acqua dalla montagna alla pianura, è alla base di qualsiasi scelta nell’utilizzo del territorio.

Quali sono i punti di maggior interesse del fiume Reno, nel territorio di Sala Bolognese?
Oltre ad invitare i lettori a visitare l'Ecomuseo dell'Acqua che si trova presso la Cassa di Espansione "Dosolo", segnalo sull’argine sinistro del Reno, l'esistenza dell’Impianto Idrovoro di Bagnetto che governa e presidia l’immissione nel Fiume Reno delle acque dello scolo Canocchietta che provengono dalle zone più depresse del comprensorio consortile tra Reno e Lavino dell’estensione di circa 5.000 ettari. L’impianto è stato costruito nel 1925 ed è dotato di tre gruppi idrovori per il sollevamento dell’acqua in Reno. Paratoie di difesa e porte vinciane, ubicate in corrispondenza della chiavica alla confluenza del Reno, hanno la funzione di impedire la risalita delle acque del Reno stesso nella Canocchietta. Caratteristico è il fabbricato dell’epoca che, oltre ad alloggiare l’impianto di pompaggio, presenta un’elevata cubatura contenente vani e saloni adattabili a vari scopi. Suggestiva inoltre la collocazione del complesso che permette la visione contemporanea del Torrente Samoggia, del Fiume Reno e dello scolo Canocchietta: linee d’acqua immerse in un territorio rurale dove spicca l’importante opera di bonifica, il tutto arricchito dalla vegetazione tipica delle zone fluviali.

Quali sono gli aspetti storici salienti di Sala Bolognese, legati al fiume Reno?
Un evento del passato che ha segnato il nostro Comune è certamente l’alluvione del novembre 1966, una data che nella memoria collettiva richiama la ben più nota alluvione di Firenze. Nel nostro territorio, tale avvenimento coinvolse oltre che il nostro comune, anche i territori di Calderara di Reno e San Giovanni in Persiceto. Per dare un’idea del genere di catastrofe che subì la nostra terra, basta segnalare che nel centro comunale di Padulle, l’acqua arrivò in alcuni punti fino a due metri di altezza e che quasi tutto il territorio del Comune fu duramente coinvolto nella calamità.

Quali sono i più importanti eventi culturali, di spettacolo e/o sportivi di Sala Bolognese dei quali si sente di sottolineare l’esistenza e ai quali vuole invitare i nostri lettori?
La più importante manifestazione di Sala Bolognese è La Fiera, che ha raggiunto quest’anno la sua ventesima edizione e che si svolge nell’arco di una settimana all’inizio di giugno. Sono presenti gli Stands gastronomici nei quali assaporare le prelibatezze della cucina bolognese tradizionale e specialità a base di cinghiale. Durante la Fiera si potranno poi ammirare mostre ed esposizioni di pittura, prodotti della terra ed opere degli hobbisti locali. Nell’edizione 2007 gli spettacoli di maggior rilievo sono stati i seguenti: Serata giovani con l'esibizione di gruppi rock, Il Costipanzo Show di Duilio Pizzocchi, Silvia Mezzanotte in concerto, Concerto dei Camaleonti, Honolulu Gang, Sfilata di moda e spettacolo pirotecnico. Abbiamo inoltre una folta attività di feste del volontariato tra le quali spicca Maggio in Festa, organizzata dalla Protezione Civile.

Che importanza ha il fiume Reno oggi, per Sala Bolognese?
Ha molta importanza. Sala Bolognese vive e lavora grazie al complesso di fiumi e canali che attraversano il suo territorio. Il Reno, il Samoggia suo affluente e lo stesso fiume modenese Panaro, non sono solo vitali per l’aspetto della vita quotidiana attuale, ma anche perché sono un’importante testimonianza di un’identità storica che non deve essere perduta.

Quali sono i principali problemi del fiume Reno, ancora da risolvere?
Certamente la messa in sicurezza. Non vogliamo assolutamente rischiare di rivivere l’alluvione del 1966 e per questo, sono già in fase di realizzazione due importanti interventi che metteranno in totale sicurezza il fiume Reno. Mi riferisco alle casse di espansione di Bagnetto e di Trebbo di Reno, che daranno una svolta decisiva alla sicurezza fluviale del territorio a nord di Bologna.

Quali sono stati i principali problemi del fiume Reno, già risolti?
Il rialzamento e consolidamento degli argini del Reno su entrambi i lati del fiume.

Che progetti per il futuro ci sono che coinvolgano il fiume Reno?
Sala Bolognese, fa parte di un progetto che fa capo alla Provincia di Bologna volto alla riqualificazione e valorizzazione ambientale del Reno.

Ci descriva l’attuale situazione nel suo territorio riguardo le piste ciclo-pedonali lungo il fiume Reno.
La situazione è decisamente favorevole. Stiamo collegando tutte le frazioni tra loro con delle piste ciclo-pedonali, con l’obiettivo di farle poi arrivare sul fiume Reno. Successivamente, sarà anche migliorata la situazione sulle sue sponde, tra cui la realizzazione di alcuni ponticelli pedonali per l’attraversamento. Uno potrebbe essere quello costruito a Bonconvento, che attualmente è utilizzato come passaggio di servizio negli attuali lavori della realizzazione della cassa di espansione sul Reno e che potrebbe successivamente essere convertito a ponte ciclo-pedonale. Un problema da risolvere, è invece la situazione lungo le golene, che per la maggior parte sono private. Oggi, si possono trovare ancora parecchi sbarramenti lungo queste vie d’acqua; molti proprietari infatti, che sono responsabili del loro buon funzonamento e della manutenzione, hanno chiuso l'accesso al pubblico, per il costante uso sconsiderato di questi passaggi sopratutto durante la pioggia. Siamo consapevoli che questo è un problema che dovrà essere affrontato da tutti; istituzioni e proprietari.

Sono previste anche piste per i cavalli?
Attualmente non è una priorità del comune. Colgo l’occasione per sottolineare che il passaggio dei cavalli lungo i fiumi e i canali, è suggerito alla base degli argini e non al di sopra di essi. Infatti, il passaggio attraverso quest'ultima modalità, soprattutto durante e dopo la pioggia, può causare danni che col tempo possono diventare strutturali.

È possibile navigare il fiume in canoa?
Si è possibile, anche se in estate, alcuni punti devono essere superati caricandosi la canoa sulle spalle.

Siete disponibili ad agevolare lo sviluppo delle attuali strutture turistiche, ricreative e di ristorazione lungo il fiume Reno e di favorirne la creazione di nuove?
Crediamo nel sistema di mettere in rete le strutture già esistenti, agevolando la segnalazione di come raggiungerle anche dalla pista ciclo-pedonale Lungo Reno. Non ci piace invece l’idea di creare delle baracchine sull’argine per due motivi: possono creare situazioni di degrado e vandalismo difficili da gestire e soprattutto è meglio lasciare gli spazi lungo le sponde del Reno alla natura.

Tra i componenti della giunta comunale, compreso lei, ci sono degli amanti di passeggiate a piedi, podismo, bicicletta, cavalli, canoa o pesca che si recano sul fiume Reno, per svolgere questo genere di attività nel proprio tempo libero?
Certo. Io personalmente vado sul Reno per pescare e gli assessori Luciano Collina (Cultura) e Carla Zampighi (Ambiente) ne sono assidui frequentatori, essendo profondi amanti della natura.

Che cosa si augura nel futuro, per il fiume Reno?
Mi auguro un acqua pulita, che i depuratori funzionino a dovere e che si utilizzi l’acqua in modo più razionale.

Per concludere, qual'è il messaggio che vuole dare ai lettori che visitano o vivono Lungo le acque del Reno?
Il messaggio è di rispettare l’acqua e la natura, senza dimenticare la priorità di portare l’acqua al mare. Per fare questo, avere il buon senso di gestire le acque in sicurezza, senza cadere in atteggiamenti integralisti.

Sala Bolognese, 23 agosto 2007
Intervista a cura di Riccardo Fioravanti

Intervista a Matteo Prencipe, Sindaco di Calderara di Reno

Matteo Prencipe è nato a Vico del Gargano (Foggia) il 30/04/1952. Coniugato con una figlia, ha conseguito il diploma di Maturità Classica presso il Liceo Ginnasio "V. Lanza" di Foggia nel 1972 ed è stato iscritto alla facoltà di Giurisprudenza delle Università di Bari e Bologna. Tifa per l'Inter ed il Foggia ed ha una simpatia per il Bologna. Ama il mare garganico e la sua terra di nascita. Hobby: cinema (Robert de Niro), musica lirica (Verdi e Puccini) e lettura (Sepùlveda e Foscolo).
Funzionario del Ministero del Tesoro, attualmente è negli organici dell'INPDAP di Bologna. Dal 1983 al 1987 è stato delegato CGIL, responsabile comparto provinciale "ministeriali" e componente del direttivo provinciale FP-CGIL. Assessore alla Scuola, Cultura, Sport, Tempo Libero e Informazione dal giugno 1993, è stato eletto Sindaco di Calderara il 13 giugno 1999. E' componente del direttivo nazionale dell'ANCAI (Associazione Nazionale Comuni Aeroportuali Italiani). Il Sindaco oltre ai compiti politico-istituzionali di Ufficiale di Governo e di Coordinamento della Giunta Municipale, cura personalmente le seguenti deleghe: Urbanistica, Edilizia Privata e Comunicazione. Dal 1999 al 2001 è stato Presidente del Comitato per le Onoranze delle "Vittime di Sabbiuno" Continua a svolgere la propria attività lavorativa presso l'INPDAP di Bologna e, nel contempo, ricopre la carica di Sindaco.

Quali sono i punti di maggior interesse del fiume Reno, nel territorio di Calderara di Reno?
L’ Oasi di S. Vitale è uno dei punti di maggiore interesse naturalistico, turistico e didattico, costituendo un essenziale corridoio biologico per la fauna. Sono state infatti disposte dal WWF nel 1998 zone umide, onde favorire la nidificazione di nuove specie di uccelli, con la messa in dimora di piante e idonei arbusti, che sono diventai ormai alberi ad alto fusto e di fitta vegetazione.
Le ampie golene, che si estendono a San Vitale, a Longara, a Passo Pioppe presso la località di Castel Campeggi, conservano la spaziosa bellezza propria delle vedute paesaggistiche; inoltre la loro disposizione permette lo snodarsi di sentieri e carreggiate, che formano percorsi per attività sportive e di turismo locale.

Quali sono gli aspetti storici salienti del suo comune, legati al fiume Reno?
I passi sul Reno hanno avuto un’importanza non solo per i paesi in sinistra, come S. Vitale e Longara, ma per tutto il comune di Calderara nella comunicazione con gli altri comuni alla destra del fiume e con Bologna. Nell’800 S. Vitale era un paese considerato fuori porta Lame, perché attraversando il Reno alla Crocetta, si era già a pochi chilometri dalla città.
In questo punto, come attestano gli studiosi del ‘700 e ancora le mappe dell’800, tra S. Vitale, Borgo Panigale e Bertalia si estendeva in epoca romana la famosa Isola del Reno, su cui i generali Antonio, Lepido e Ottaviano tennero il Triumvirato del 43 a. C.
In epoca napoleonica, il brigante Prospero Banchieri imperversava nei comuni della pianura, per impadronirsi di viveri e di denaro, a capo di bande di insorgenti che avevano rifiutato la chiamata alle armi. Dal 1807 fino al 1809 dimostrò una certa capacità tattica, riuscendo ad impadronirsi per alcuni giorni di centri come Budrio e S. Giovanni in Persiceto.
In questi rapidi spostamenti passava il Reno a passo Pioppe, o alla Barca del Trebbo, infatti nel 1808 assaltò la canonica della Chiesa di S. Vitale, dove aveva sede dal 3 febbraio 1804 il Municipio di Calderara, per impossessarsi di alcuni fucili. Il 13 marzo 1810, fu ucciso in uno scontro con la guardia nazionale.
Tra Longara e il Trebbo, da secoli, c’era il passo a guado per i carri e la barca di legno. A monte del passo, su entrambe le sponde veniva estratta la ghiaia e la sabbia per la manutenzione delle strade e le costruzioni. I braccianti delle borgate vicine erano occupati per intere stagioni ad estrarre questi materiali e a “maccare la breccia”, inoltre ricavavano dal fiume pesce, legna, vimini e vari tipi di canne.
La “Barca del Trebbo” ha avuto un ruolo nella storia recente. All’inizio degli anni ’30, quando è stato costruito il ponte di Bonconvento, restava un lungo tratto senza possibilità di passaggio per i mezzi pesanti. La famiglia Marcheselli – Muzzi eliminò la secolare barca di legno e montò un ponte con sei barche di ferro, residuati della prima guerra mondiale, su cui transitavano anche i carri e le automobili.
I ghiacci e la piena straordinaria del 1940 travolsero questo complesso, di cui si sono salvate le due barche più corte, che hanno traghettato i passeggeri durante la guerra e gli operai, che andavano in bicicletta a lavorare a Bologna nel periodo della ricostruzione. Sono state allestite altre passerelle fino alla piena del 1966, che ha trascinato via le barche e persino i cavi di sostegno.
Il ponte di barche ha avuto inoltre un ruolo importante per il passaggio, a piedi e in bicicletta della gente che andava “di qua e di là dal Reno” e per i molti venditori ambulanti e artigiani, che portavano alle case la loro merce e i loro servizi. Poi è venuto il tempo delle auto utilitarie e della tangenziale, così è finito il suo modesto ma importante ruolo storico.
Queste due barche, dopo oltre trent’anni, sono ritornate alla luce come testimonianze di un’epoca. I soci del “Club del Venerdì Sera” di Longara le hanno recuperate dal Fondo Mazzoni ed esposte in piazza il 12 settembre 1997 per la festa del paese. Sono state poi restaurate per iniziativa dei Comuni di Castel Maggiore e Calderara, poi collocate una al Trebbo accanto alla rampa che portava al passo, l’altra a Longara vicino all’argine del Reno.

Quali sono i più importanti eventi culturali, di spettacolo e/o sportivi del suo comune dei quali si sente di sottolineare l’esistenza e ai quali vuole invitare i nostri lettori?
Il WWF ogni hanno promuove un incontro all’Oasi; il Circolo CalderArte ha organizzato mostre a tema ed estemporanee sui paesaggi del Reno; le polisportive “Lippo” e “Longara” effettuano camminate lungo i sentieri, che costituiscono i percorsi all’interno del Parco. Nei mesi estivi del 2003, nell’ambito delle celebrazioni per il bicentenario della istituzione del Comune di Calderara, si sono rievocati gli eventi del periodo con due animazioni spettacolari nella golena a S. Vitale, con la regia di Furio Ianneo e l’organizzazione del Teatro Reon.

Che importanza ha il fiume Reno oggi, per il suo comune?
Il fiume Reno e le sue golene hanno trascorso un periodo particolarmente “felice” dopo la sistemazione degli argini nei primi anni ‘30, per cui si alternavano ai tratti più stretti delle arginature le ampie golene, che contenevano e rallentavano le acque durante le grandi piene. La maggiore disponibilità d’acqua ne manteneva un livello alto anche d’estate e alimentava fresche sorgenti. Nelle stesse golene vi erano campi fertili e ben coltivati. La vegetazione nelle sponde veniva tagliata nelle parti eccedenti, le pioppaie non impedivano il deflusso delle piene e trasformavano le rive in luoghi climatici per campi solari e balneari.
Fino alla metà degli anni ’50, le inondazioni riportavano ogni anno i materiali che i barocciai o i primi camionisti asportavano. Dopo, l’escavazione con mezzi meccanici è stata sistematica, inoltre è seguito il periodo delle acque inquinate con le sponde coperte di rifiuti di plastica. Con la seguente costituzione dell’autorità di bacino e le nuove normative regionali in merito alla depurazione dei liquami vari, l’alveo del Reno è stato restituito a nuova vita.
Ora questa linea verde e le aeree d’importanza naturalistica permettono attività sportive e culturali di rilievo, inoltre la possibilità di recupero ambientale anche nelle zone limitrofe. Sul piano della salvaguardia del territorio dalle grandi piene, il nuovo monitoraggio del corso del Reno e la costruzione delle prime casse di contenimento, se aggiunte a un controllo della vegetazione lungo le rive, forniscono una maggiore sicurezza all’intero territorio del comune.

Quali sono i principali problemi del fiume Reno, ancora da risolvere?
Il completamento del progetto di messa in sicurezza dalle grandi piene, con la realizzazione delle “casse di laminazione” progettate. Attualmente sono in corso di attuazione le casse “Barca” e “Boschetto”, nei comuni di Sala Bolognese, Argelato e Calderara di Reno, mentre resta da iniziare la Cassa del Rampionese e del Trebbo, fra Calderara e Castel Maggiore.

Quali sono stati i principali problemi del fiume Reno, già risolti?
Le descritte attività e progetti di maggiore riqualificazione ambientale e culturale delle golene, l’attuazione delle prime “casse di laminazione”, le piste e i sentieri già attivi nell’ambito del Parco del Medio Reno.

Che progetti per il futuro ci sono che coinvolgano il fiume Reno?
Maturare il progetto per la costruzione di un ponte, che permetta di svolgere, in conformità ai problemi del traffico attuale, il ruolo di comunicazione tra le popolazioni rivierasche che avevano gli antichi passi.

Ci descriva la situazione nel suo territorio riguardo le piste ciclo/pedonali lungo il Reno?
La pista ciclabile, lungo l’argine del Reno, che congiunge l’Oasi di S. Vitale e il Lippo con via Triumvirato e il sistema di ciclabili attorno Bologna, se si escludono alcuni tratti di maggiore percorribilità, non è ancora del tutto completata. Sono invece praticabili i sentieri o le piste pedonali, usati di frequente per le camminate e le gare podistiche.

Sono previste anche piste per i cavalli?
I cavalli ora girano molto bene lungo gli argini e nei sentieri esistenti, mentre è loro vietato l'attraversamento dell'Area di Riequilibrio Ecologico della golena di San Vitale (come anche ai cani) per ragioni di protezione dell'ecosistema.

E’ possibile navigare il fiume in canoa?
Alcuni tratti del Reno tra i comuni di Calderara e di Castel Maggiore, per la larghezza e la profondità del letto del fiume, si prestano alla navigazione in canoa, in particolare nel tratto accanto all’Oasi di S. Vitale e nei fondali di Longara. Occorre però precisare che, se in queste zone l’alveo del Reno è idoneo a questo genere di sport, occorrono rampe di accesso alle rive, dove le sponde sono ripide e boscose.

Siete disponibili ad agevolare lo sviluppo delle attuali strutture turistiche, ricreative e di ristorazione lungo il fiume e di favorirne la creazione di nuove?
Qualora si dovessero creare le condizioni, la nostra disponibilità sarà totale.

Tra i componenti della giunta comunale, compreso lei, ci sono degli amanti di passeggiate a piedi, podismo, bicicletta, cavalli o canoa che si recano sul fiume Reno, per svolgere questo genere di attività nel proprio tempo libero?
Non mi risulta esserci amministratori che pratichino attività sportive o del tempo libero recandosi sul fiume Reno. Ciò può essere dovuto, però, al poco tempo libero di cui godiamo a causa degli impegni legati alla nostra attività di amministratori dell’Ente locale.

Che cosa si augura nel futuro, per il fiume Reno?
Mantenere la qualità ecologica dell’alveo per garantire al Reno la sua funzione di flusso idrico vitale, che, unitamente alle casse di laminazione, possa potenziare la capacità di arricchire le falde sotterranee. L’ambiente delle golene va rinaturalizzato a bosco planiziale e a brughiera, da gestire con una disciplina d’insieme, adatta al alla funzione di un vero “Parco”. Riuscire ad impedire scarichi incontrollati o immissioni di liquami non depurati e coinvolgere sempre più le associazioni sportive e culturali, le quali, mentre usufruiscono di queste aree con il rispetto di chi ama la natura, diventano agenti di proposta e riqualificazione del corso del Reno.

Per concludere, qual è il messaggio che vuole dare ai lettori che visitano o vivono Lungo le acque del Reno?
L’acqua è un bene comune indispensabile alla vita, di conseguenza il Reno e i suoi affluenti possono formare nelle zone di pianura un’arteria di biodiversità. Per meglio realizzare questo scopo, occorre prendere come punti di riferimento le aree e le strutture già operative come l’ARE Golena di S. Vitale e il nuovo Eco - museo dell’Acqua a Padulle, nel punto in cui il Dosolo sfocia in Reno. Importante è l’adesione e la collaborazione dei pubblici amministratori, delle associazioni sportive e di volontariato; molto utile è l’attività di organismi come “Patto per il Fiume”, “Reno - Fiume – Ambiente” e “Comitato per l’acqua del Bacino del Reno”, che studiano e progettano interventi di tutela dell’acqua e dell’ambiente, con una visione in cui il territorio comunale si inserisce come una “tessera” in un ampio mosaico.

Per la ricerca storica, il Sindaco si è avvalso della consulenza del Prof. Rino Battistini.

Calderara di Reno, 10 settembre 2007
Intervista a cura di Riccardo Fioravanti

Graziano Prantoni, Assessore Viabilità e Mobilità della Provincia di Bologna

Nato nel 1953 a Casalfiumanese, sposato, due figli, è residente a Castel San Pietro Terme. Ha conseguito il diploma di maturità con studi universitari interrotti ed è contitolare con la moglie di un'azienda commerciale.
Inizia il suo impegno politico nei primi anni '80 nel mondo della scuola, all'interno del Coordinamento genitori democratici. Diventa quindi presidente del Consiglio di Circolo, d'Istituto e membro del Distretto scolastico. In quegli anni aderisce al Pci, entra negli organi dirigenti dell'Unione Comunale di Castel San Pietro e della Federazione Imolese. Nel 1989 è segretario comunale del Pci, ove guida il passaggio al Pds. Nel 1990 entra in Consiglio comunale come primo degli eletti e viene nominato capogruppo. Nel 1992 entra in Giunta e nel 1994 è vice sindaco. Eletto sindaco nel 1995, viene rieletto nel 1999 al primo turno col 10% di voti in più. È stato membro dell'ufficio di Presidenza della Conferenza metropolitana, componente della Commissione del ministero dell'Ambiente per le 'Città Sostenibili', vice presidente della Conferenza sanitaria dell'Asl di Imola, membro del Consiglio Nazionale dell'Anci. È presidente del centro delle “Città amiche dell'infanzia e dell'adolescenza” e presidente dell'associazione nazionale Città del miele.

Quali sono i punti di maggior interesse e gli aspetti storici salienti nella provincia di Bologna, legati al fiume Reno e al Canale Navile?
Il canale Navile è ricco di siti di importantissimo valore storico architettonico ed ambientale/florofaunistico. In particolare il porto della Salara, con il deposito del sale di Bologna, e le attrezzature del porto da cui partiva tutti i martedi sera l’imbarcazione per Venezia dal 1560 al 1816. Il porto è opera del grande architetto Jacopo Barozzi, detto il Vignola. Lungo il Navile abbiamo anche i sostegni ed i porti del Maccagnano, del Battiferro, del Grassi, del Landi, del Torreggiani, di Corticella e di Castel Maggiore. Tali siti ricordano il transito di grandi personalità della storia: da S. Francesco a Santa Caterina de’ Vigris, da Napoleone ai Bentivoglio, signori di Bologna nel XV secolo, a papi e reali d’Europa. Ma abbiamo ancora mulini e pile da riso ed anche cartiere e fornaci fino alla centrale idroelettrica di fine ottocento che ha fornito la prima energia elettrica a Bologna. Anche la dotazione florofaunistica è ricchissima: c’è l’oasi di Bentivoglio con cicogne, aironi, cavalieri d’Italia e ci sono le riserie e gli zuccherifici di Malalbergo e San Pietro in Casale. Anche il Reno è ricco di memorie, dalla torre di Primario (vittoria dei bolognesi sui veneziani il 1 settembre 1271) al ponte di fondo Margone, all’oasi di Campotto con la struttura idrovora di inizio secolo.

Quali sono i più importanti eventi culturali, di spettacolo e/o sportivi nella provincia di Bologna, dei quali si sente di sottolineare l’esistenza e ai quali vuole invitare i nostri lettori?
Al ponte della Bionda, presso il sostegno del Grassi si svolgono, tutti gli anni, la festa di primavera e numerose altre manifestazioni culturali in dialetto bolognese, spettacoli e feste durante la buona stagione al porto di Corticella, tra queste grande successo hanno sempre la rappresentazione della ”allegra pellagra”, che richiama l’epopea contadina sul Navile, ed il fitto calendario di Fausto Carpani, che propone periodicamente le vicende storiche/archittettoniche della città e dei canali in vernacolo bolognese. Inoltre ci sono spesso manifestazioni sportive, di tempo libero, culinarie presso la Cà Bura e da 8 anni, la terza domenica di Maggio, si svolge la minimaratonaposa/Navile, unagara podistica di 13 Km lungo le sponde del Navile alla quale ogni anno pertecipano più di 2000 podisti.

Che importanza ha il fiume Reno e il Canale Navile oggi, per la provincia di Bologna?
Il fiume Reno ed il canale Navile costituiscono una importantissima risorsa per il tempo libero, lo sport, la cultura, l’amore per la natura e la valorizzazione del nostro territorio. Le migliaia di persone che già oggi percorrono le sponde, anche per i loro spostamenti, (quotidianamente nella zona di Corticella) sono la dimostrazione della bontà della scelta di riportare le sponde del canale a vera e propria via di comunicazione per biciclette e pedoni.

Quali sono i principali problemi del fiume Reno e del Canale Navile, ancora da risolvere?
I problemi riguardano prima di tutto la creazione di posti di sosta, di ristori e di approdi per le canoe. Inoltre, è necessario sicuramente aumentare il controllo degli scarichi incongrui abusivi.

Quali sono stati i principali problemi del fiume Reno e del Canale Navile, già risolti?
Sono già stati risolti molti problemi, attraverso l’eliminazione delle reti fognarie, la maggiore efficienza dei depuratori, e la creazione di sentieri ciclopedonali con continuità da Bologna a Ravenna.

Che progetti per il futuro ci sono che coinvolgano il fiume Reno e il Canale Navile?
La provincia di Bologna, ha incaricato l’OIKOS di progettare un piano di riqualificazione del Fiume Reno nel tratto dei Comuni di Sala Bolognese, Calderara di Reno, Castel Maggiore e Argelato. Il progetto prevede un forte intervento per valorizzare il territorio lungo il Reno dal punto di vista paesaggistico, storico, produttivo, ecc. Il piano è in avanzato stato di realizzazione e si prevedono i primi risultati entro il prossimo 2008. Una parte importante di questo progetto, è la creazione di una pista ciclo-pedonale di qualità. Inoltre, la Comunità Montana dell’Alta e Media valle del Reno sta lavorando sul tratto che collega Porretta Terme a Marzabotto. Il mio sogno è quello di vedere un giorno collegata Porretta Terme al mare con una via ciclo-pedonale che segua il fiume Reno. Una variante importante del progetto che riguarda Bologna è che questa via ciclo-pedonale, permetta di attraversare la città non solo lungo le sponde del fiume Reno, ma anche passando dal centro cittadino, sfruttando la naturale sede ciclo-pedonale che si trova a fianco del Canale Navile, una pista che dovrà anch’essa essere riqualificata. Per l’intervento sul Canale Navile, la Fondazione del Monte ha dato un importante contributo di 200.000 euro, mentre per l’intervento del Fiume Reno, oltre allo stanziamento della Provincia di Bologna con 1 milione di euro, c’è stato anche un cospicuo intervento finanziario della Fondazione della Cassa di Risparmio con 1 milione e mezzo di euro.

Ci descriva l’attuale situazione nel territorio della provincia di Bologna riguardo le piste ciclo/pedonali lungo il fiume Reno e il Canale Navile.
Come detto in precedenza, stiamo cercando di riqualificare il lungo Reno e il lungo Navile. Una cosa che desidero come Assessore alla Viabilità e Mobilità della Provincia di Bologna, è che queste piste ciclo-pedonali che sorgono lungo le vie d’acqua del nostro territorio, non siano vissute “solamente” a scopi di svago, sport e turismo, aspetti importantissimi per una vitale fruizione di questi luoghi, ma sarebbe anche importante che divenissero vie di percorrenza alternative alla mobilità veicolare tradizionale. Sarebbe certamente un modo, da una parte per diminuire i rischi di incidenti legati a pedoni e ciclisti, oggi purtroppo in aumento nelle città italiane e d’altra parte, darebbe un forte impulso a ridurre il traffico e il conseguente inquinamento della città.

Sono previste anche piste per i cavalli?
In parte si, nei territori di Malalbergo, Alfonsine e Sant’Alberto di Ravenna.

È possibile navigare il fiume e il canale in canoa?
E’ possibile, anche se la situazione non è ancora ottimale. Io stesso però, in occasione di una iniziativa del Canoa Club di Bologna, ho partecipato ad una gita in canoa lungo il Canale Navile.

Siete disponibili ad agevolare lo sviluppo delle attuali strutture turistiche, ricreative e di ristorazione lungo il fiume Reno e il Canale Navile e di favorirne la creazione di nuove?
Certamente, ed è ciò che stiamo già facendo pur tra molte difficoltà.

Tra i componenti della giunta provinciale, compreso lei, ci sono degli amanti di passeggiate a piedi, podismo, bicicletta, cavalli o canoa che si recano sul fiume Reno e sul Canale Navile, per svolgere questo genere di attività nel proprio tempo libero?
Da quello che mi risulta sono diversi i colleghi che amano trascorrere in questo modo il proprio tempo libero. Per quanto mi riguarda, da diversi anni sono un podista, e appena l’attività politica me lo consente, vado a correre lungo il fiume.

Che cosa si augura nel futuro, per il fiume Reno e per il Canale Navile?
Mi auguro che si riescano ad avere lungo il fiume degli zatteroni fissi e mobili con ristoro, musica e voglia di avventura. Sarebbe sicuramente una notevole valorizzazione dell’area.

Per concludere, qual è il messaggio che vuole dare ai lettori che visitano o vivono Lungo le acque del Reno e del Navile?
Voglio dire loro di frequentare le aree attorno al Reno e al Navile. Stiamo portando avanti dei progetti importanti per la loro valorizzazione, ma già ora ci sono luoghi di una bellezza incantevole e posti di rilevanza storica. E poi, vi è la possibilità di divertirsi, di stare insieme in mezzo alla natura, per ritrovare l’armonia e riconciliarci con il rumore e il traffico delle nostre città.

Bologna, 9 novembre 2007
Intervista a cura di Riccardo Fioravanti

Tavola Rotonda - "La via del Reno: percorsi critici"

Ecomuseo dell’Acqua
a Padulle di Sala Bolognese
10 settembre 2007

Incontro pubblico organizzato da Uisp, Comitato Provinciale di Bologna e La Via del Reno, in collaborazione con l’Ecomuseo dell’Acqua di Sala Bolognese nell’ambito della manifestazione "Incontro al Fiume 2007"

L’obiettivo della tavola rotonda era di mettere in evidenza i punti critici che impediscono la godibilità del fiume Reno e la pervietà delle sue rive, per costituire una base per gli interventi necessari.

Valerio Toselli, Sindaco di Sala Bolognese, segnala che manca solo l’ultimo tratto di pista ciclabile (100 m) per collegare tutto il territorio comunale di Sala Bolognese al Reno.

Ferruccio Melloni, Segretario Generale Autorità di Bacino Interregionale del Reno, sottolinea l’importanza della manutenzione annuale e dell’erogazione regolare dei fondi in modo da sovvenzionare gli interventi prima che l’entità della spesa aumenti esponenzialmente. Negli ultimi tre-quattro anni si è assistito invece alla sottovalutazione di questi temi.

Gino Santi, Segretario Associazione La Via del Reno, afferma l’importanza eccezionale dell’associazionismo per la valorizzazione di un territorio così esteso, oggi mantenuto in condizioni precarie.

Martino Caranti, dell'Associazione Monte Sole Bike Group, ricorda che i membri dell'associazione, da anni percorrono in mountain bike la cosiddetta Via della Seta, che va da Venezia a Livorno attraverso Riola, Pistoia e Lucca. Si tratta di una risorsa turistica enorme, un percorso conosciuto anche all’estero e seguito da migliaia di persone all’anno, ma che va assolutamente valorizzato. Allo stato attuale i pericoli per i ciclisti sono enormi. Perché un percorso cicloturistico sia completo deve essere continuo, segnalato e sicuro.
In particolare, sono punti critici il nodo di Vergato e di Sasso Marconi cosiddetto “Fontana”.
È poi importante, quando si creano dei sottopassaggi, munirli di pista ciclabile. Ciò è avvenuto negli ultimi lavori stradali a Sala Bolognese, ma non a San Lazzaro.
Quattro anni fa l’Assessore alla Viabilità della Provincia di Bologna Pamela Meier ha iniziato un importante lavoro di raccolta delle segnalazioni dei punti critici lungo il Reno dai confini della provincia di Ferrara alla montagna, per la realizzazione di una pista ciclabile continua. Ma di quel progetto non si è saputo più nulla.

Sandra Focci, Sindaco di Vergato, evidenzia l’urgenza di mettere attorno a un tavolo i rappresentanti delle Province di Bologna, Pistoia, Ferrara, Prato e Firenze per fare un progetto organico che interessi tutto il percorso del Reno. Fino a questo momento i progetti di piste pedo-ciclabili sono rimasti frammentari e non collegati tra di loro. Dovrebbero essere coinvolti tutti i comuni che sorgono lungo l’asse del Reno e, naturalmente, la Regione.

Mauro Innocenti, dell'Associazione Percorsi di Pace, spiega che l’associazione Percorsi di Pace segue i sentieri già esistenti e ha individuato e pubblicato un percorso per risalire verso la sorgente. I punti critici sono soprattutto collegati alla carenza di manutenzione, come ai Prati di Mugnano lungo la Via degli Dei, e al fatto che alcuni tratti tendono a diventare privati, come nella strada di Castelnuovo da Vergato a Riola. Un buon passo in avanti sarebbe imporre la servitù di passaggio al momento dell’acquisto dei terreni, o preoccuparsi di creare un percorso alternativo. Malgrado le divagazioni, ci sono alcuni tratti in cui è impossibile evitare il passaggio nella proprietà privata. Naturalmente possono farlo solo a piedi, in bicicletta non sarebbe possibile. Durante il percorso non si cammina sulle rive del fiume, tranne che in tre o quattro punti, ma lo si intravede da lontano.

Stefano Ramazza, cofondatore della manifestazione "Incontro al Fiume", esprime l’opinione che sulle golene sia preferibile sfalciare solo il percorso pedo-ciclabile invece che tutto il terreno, in modo da preservare la naturalità dell’ambiente fluviale assicurando nel contempo la percorribilità delle rive in senso longitudinale.
Il fiume è un luogo pubblico per antonomasia, se non è percepito dalla cittadinanza come luogo da vivere e da frequentare la responsabilità è delle amministrazioni. E l’Associazione la Via del Reno avrebbe potuto essere più efficace nel loro coordinamento.
Ci sono molti punti critici e in alcuni casi sarebbe sufficiente un piccolo intervento per ripristinare la pervietà delle rive, come nel caso del tratto che va dal Parco della Chiusa ex-Talon a Palazzo de’ Rossi. A Casteldebole non è possibile evitare l’attraversamento del Ponte Togliatti e a Borgo Panigale il cantiere per la TAV ha interrotto il percorso.

Andrea Ballandi, dell'Associazione I Pedalalenta, considera l’utilità di riaprire vecchi guadi percorribili in bicicletta.

Beatrice Grasselli, Assessore all’Ambiente Comune Casalecchio di Reno, sostiene l’importanza dei una tabellazione riconoscibile di tutti i sentieri. È necessario un progetto di ampio respiro per la valorizzazione del lungoreno, e il Comune di Casalecchio si offre come capofila per il coordinamento degli interventi nell’Alta Valle del Reno.

Roberto Diolaiti, Responsabile Settore Ambiente e Verde Urbano Comune di Bologna, ricorda le difficoltà di manutenzione delle aree golenali dovute agli insediamenti abusivi.
Propone che nei progetti di valorizzazione si consideri l’isoletta nel tratto di Casteldebole, che potrebbe diventare un’oasi didattica per i bambini.
Un nodo critico è il tratto di passaggio da Bologna a Casalecchio. Questo e altri sono stati presi in considerazione nel PSC, che prevede la realizzazione del Parco Reno.

Riccardo Fioravanti, del Progetto di Promozione Turistica "Lungo le acque del Reno", sottolinea l’importanza delle attività economiche private accanto alle istituzioni e alle associazioni di volontariato. Il Progetto "Lungo le acque del Reno" ha già attivato il Sito di Promozione Turistica omonimo e sta preparando per il 2008 una serie di iniziative tra le quali la mappa della “Lungo-Reno” e dei principali corsi d’acqua del nostro territorio, partendo dalla fonte di Piteglio in Provincia di Pistoia, passando da Bologna, fino alla foce sul mare Adriatico, con la segnalazione di tutti i ristoranti, bed&breakfast, agriturismi, ecc. Talvolta accade, come a Castello d’Argile, che ci sia un agriturismo vicino all’argine del fiume, ma manchi il sentiero che lo rende raggiungibile da esso. C’è molto da lavorare anche sulla consapevolezza da parte degli imprenditori della valenza turistica del fiume. Oppure accade, come a Calderara, che ci siano valide aree di sosta con panchine e tavoli per il picnic, ma manchino i secchi dell’immondizia. Oppure la segnaletica è carente. In particolare, sarebbero utili dei segnali dentro la Lungo Reno che indichino le “uscite” per raggiungere i paesi adiacenti e viceversa segnalazioni sulla viabilità esterna che indichino gli accessi alla pista ciclo-pedonale del fiume.

Graziano Prantoni, Assessore alla Viabilità e Mobilità della Provincia di Bologna, evidenzia la drammatica situazione delle risorse economiche e la necessità di pensare progetti sobri ed essenziali. Gli interventi per la mobilità minore sono urgenti come testimonia l’aumento di vittime della strada tra i pedoni e i ciclisti. I percorsi pedo-ciclabili dovrebbero entrare nella rete urbana e servire come viabilità alternativa contribuendo ad alleggerire il problema dello smog.
È necessario un lavoro comune di sollecitazione e un maggiore dialogo tra le parti in gioco, per la massima omogeneità e continuità dei progetti. Oltre a condividere un progetto strategico comune, è necessario che la Regione stanzi dei fondi, l’investimento da parte dei Comuni, la collaborazione tra le Province e il rapporto stretto con il volontariato.

Intervista a Maria Cristina Sant'Andrea, Assessore alle Attività Commerciali, Turistiche e al Marketing Urbano del Comune di Bologna

Maria Cristina Santandrea è nata a Faenza (Ra) il 25 febbraio del 1943. E' laureata in Scienze umane e sociali, in Lettere e filosofia, e in Psicologia. Dal '99 è responsabile scientifico per il disagio giovanile in diverse scuole del Provveditorato di Bologna, e ricopre la stessa carica per la Provincia di Forlì-Cesena. E' componente del Comitato tecnico per l'applicazione del progetto di prevenzione del disagio giovanile del comune di Bologna. Autrice di numerose pubblicazioni in particolare sul tema della psicologia scolastica, è componente, su nomina del Consiglio dell'Ordine Nazionale degli Psicologi, della commissione regionale Emilia-Romagna per il monitoraggio nella stessa regione dei progetti di psicologia scolastica.
All'assessore Maria Cristina Santandrea viene in particolare assegnata la sovraintendenza dei programmi di intervento afferenti alle aree di propria competenza, ivi comprese le politiche attive per studenti e lavoratori fuori sede. Le viene altresì delegata la Presidenza della Commissione Pubblici esercizi, della Commissione consultiva per la definizione degli aspetti programmatici inerenti all'attività delle rivendite di giornali e riviste e della Commissione consultiva per la disciplina delle attività di barbiere, parrucchiere per uomo, donna e mestieri affini.
Intervista - Prossimamente on line

Stella Saladino, regista e attrice di teatro


Stella Saladino nel corso degli anni sviluppa una sensibilità artistica poliedrica, grazie anche a numerosi stimoli esterni, lo studio in ambito umanistico prima, l’esperienza universitaria (DAMS) poi.
Dall’amore per la parola etimologica, sonora, visiva, alla musica e il teatro, trovando a poco a poco un percorso sempre più definito all’interno dell’ambito della performatività eclettica dell’arte. L’osservazione, nella realtà di tutti i giorni, di elementi poetici, onirici, grotteschi diventa uno studio approfondito, l’interpretazione personale del quotidiano si rivela all’interno delle sue numerose poesie, scritti, idee di varia natura.
Ha collaborato attivamente all’ideazione, progettazione, organizzazione del Festival Atti Sonori 2006, dell’Assoc. Cult. Persephone a Bologna, presso il Museo della Musica di Bologna.
Ha partecipato a vari concorsi di poesia e letterari, fra cui Premio Navile di Bologna, Premio CuoreDiafano, Coop forWords, pubblicata in antologie fra cui quella promossa dall’Associazione Poeti ad Alta Voce di Bologna ed edita con Giraldi Editore nel 2006; partecipa a reading di poesia nella città di Bologna.
Terminati da poco gli studi nell’ambito universitario bolognese con il massimo dei voti (nello specifico DAMS), numerose idee e progetti teatrali visivi e sonori prendono corpo, come contenitori di una lunga ed approfondita osservazione del mondo, della visione della realtà e dell’immaginazione di ciò che non è visibile.
Ha partecipato al Premio Dams 2006, nella sezione arti visive, con un progetto fotografico e sonoro, sul tema della visione e della malattia.
Ha esordito come regista, drammaturga e attrice vocale con lo spettacolo di danza-mimo-visivo
FFF-ORME, proponendolo in rassegne e luoghi di cultura fra Firenze e Bologna.
Lo spettacolo ha partecipato a vari concorsi e alla rassegna estiva bolognese del Comune di Bologna Bè-Bologna Estate 2006; al Premio Finestre di Teatro di Bologna; alla rassegna estiva fiorentina della Provincia presso il Parco di Villa Demidoff a Firenze; alla stagione del Teatro Storico di Osteria Nuova di Bagno a Ripoli; all’interno di MarteLive Roma presso Alpheus; alla rassegna estiva di Vicolo Bolognetti 2007 a Bologna.
Ha ideato e curato personalmente l’installazione visivo-sonora Corpi mobili alla deriva, allestita presso il Castello Collacchioni di Capalbio (GR), 2-14 agosto 2006, occupandosi dell’ideazione del progetto, della scrittura e recitazione di testi e della composizione di musiche per l’ambientazione del materiale fotografico, che compongono l’installazione.
Ha debuttato il 30 marzo 2007 ( all’interno della rassegna teatrale Vetrine di teatro 2007 a Bologna) con un’anteprima del suo nuovo progetto teatrale Occhio X Occhio, nella veste non solo di ideatrice, regista e compositrice delle musiche, ma anche di interprete scenica.
Ha partecipato alle selezioni del Premio Scenario a Bologna, presso Itc di San Lazzaro.
Lo spettacolo è stato inoltre messo in scena il 1 giugno presso Villa Serena a Bologna, nell’ambito del Marte Live Bologna, il 22 giugno presso il locale Ambasciata di Marte a Firenze, Bè-Bologna Estate 07 presso Vicolo Bolognetti il 6 luglio.
FFF-ORME è stato selezionato ai concorsi: Play art Arezzo Festival 2007, e MarteLive 2007 di Roma.
Ha debuttato con una nuova performance all’interno della Rassegna Reading sul Fiume 07 (Bè-Bologna Estate 07), dal titolo TRE-MARE, un reading visivo-sonoro, tre monologhi sul tema del mare, con musiche, recitazione dal vivo, immagini di mare rielaborate.
E’ stata una delle vincitrici del concorso Call for Soundworks in collaborazione con Fabbrica Europa di Firenze, con un suo lavoro sonoro-vocale dal titolo “Equilibri cittadini”, ed è stata selezionata al Call for Soundwork per il Festival Gender Bender di Bologna con una traccia vocale-sonora dal titolo “Spegni la luce!”.
Attualmente è presidente dell'associazione culturale Vision-arie di Bologna, con la quale promuove le sue perfomance di video-teatro, i reading visivi-sonori, e progetti di installazioni multimediali in collaborazione con Soundgap (post-produzione sonora) e l'associazione bolognese Che torni Babele.

Come nasce la tua opera "Tre-mare" riferita all'acqua?
E' un elemento ricorrente per gli autori. Anche mia sorella aveva fatto una mostra sull'acqua. L'invito al "Reading sul fiume" della scorsa estate in un contesto di spettacolo itinerante organizzato dal Quartiere Borgo Panigale nel Comune di Bologna mi ha ispirato ulteriormente.

Perchè un'opera riferita all'elemento acqua?
Perchè è un tema che appartiene alla mia esperienza artistica, riesce sempre a rientrare in modo nuovo nelle performance e negli spettacoli, per così dire "fluisce" e "scorre" sempre nelle mie riflessioni.

Che cos'è l'acqua per Stella Saladino?
L’acqua come nascita-morte, la componente principale degli esseri umani, il moto, il movimento liquidità che scorre, che trascina, che porta via, che scavalca, che copre, che nasconde, che parla, che suona, che svela, bagnata, che dona, che rende elastici, che idrata, che restituisce, che uccide, che prende e che dà, che è potenza, che è energia, che muove, che travolge, che fa trasparire, che riluce, che riflette, che si ricicla, che si beve, che si butta fuori, che ci scende addosso, che ci bagna, che ci entra e che ci esce, che piove, che sudiamo, che restituiamo alla terra, che imploriamo, che tentiamo di arginare, di contenere, di bloccare, di asciugare, di catturare!

C'è un "messaggio" che vuoi trasmettere nel tuo lavoro?
Il messaggio nasce di più da un libero fluire di me stessa e delle mie intuizioni, piuttosto che da una riflessione condizionata dall'esterno. Non mi pongo nella modalità di essere capita. Non mi chiedo se la gente mi capirà. Mi piace che ognuno ne tragga un proprio piacere e una traduzione e interpretazione personale con la propria testa.

Nel tuo spettacolo "Tre-mare" usi le maschere; perchè?
Mi piace trovare forme originali per creare intermezzi. Creare momenti di visione, spazi onirici. Tra i tre diversi monologhi, con le maschere ho voluto dare uno "strappo" al ritmo narrativo. Inoltre, le maschere permettono una privazione dell'identità e in questo modo, ho potuto trasmettere una visione impersonale e universale dell'acqua.

Quanto è importante l'uso della musica e delle proiezioni di immagini nel tuo lavoro?
La musica e l'apparato visivo sono le braccia del "corpus" dei miei spettacoli. Spesso la musica, in particolar modo, ha una vera e propria funzione "guida"; amo molto lavorare con la parola ed il suono, è fondamentale nella mia ricerca artistica che essi si integrino perfettamente e che in qualche modo si diano nuovi significati l'un l'altra, in uno scambio vitale e biunivoco.L'immagine nasce dentro di me nel momento dell'ideazione stessa; prima di tutto i miei lavori sono "immaginati", sono VISIONE, è quindi una componente che ha funzioni fondamentali, sia a livello ideativo, sia come "veicolo" di significato.La parola, la musica e l'immagine compongono un unico corpo che li contiene, una sorta di UNO al cui interno convivono molteplici aspetti, vivi, diversi, ma allo stesso tempo complementari.

Perchè ti sei fermata a Bologna dopo gli studi, visto che sei di Firenze?
Perchè non amo tornare indietro (sorride). Mi piace la città. Ho sentito di confrontarmi con questa realtà conosciuta negli anni dell'Università. Bologna per me è una città stimolante, intellettuale e che dà spazio all'arte.

Che rapporto hai con il fiume Reno e con i corsi d'acqua in genere?
Andavo a prendere il sole sul Savena a Pianoro o sul Reno a Sasso Marconi. Ritorno con gli amici lungo le sue sponde anche solo per il piacere di osservare il paesaggio. La bellezza di stare in mezzo al'acqua, il suo muovimento, mi danno spunti di riflessione non solo artistici, ma anche meditativi e spirituali.

Secondo te, come viene trattata l'acqua dalla gente?
Viene molto sottovalutata, sprecata. Non ci si rende conto della sua importanza. Si dà per scontata che sia infinita. Non viene esaltata come facevano le antiche civiltà che la consideravano sacra. Nella nostra stessa cultura si usa ancora oggi l'acqua come mezzo simbolico spirituale, come ad esempio nel sacramento del battesimo o nel gesto di entrare in chiesa bagnandosi la mano e facendosi il segno della croce.

Che consiglio vuoi dare sul tema dell'acqua ai lettori?
Quando ti lavi i denti, ogni tanto chiudi il rubinetto.

Bologna, 16 aprile 2008
Intervista a cura di Riccardo Fioravanti